LE ORIGINI

Guzzini Design Memorandum, 28 Ottobre 1987
“L’ambiente è unico ed è uno solo.
Gli uomini hanno la responsabilità morale degli effetti che le loro azioni producono sull’ambiente”.


Nel 1912 più di cento anni fa, avevamo idee da coltivare, poi altre e poi ancora. Idee rese fertili da uomini con la mente aperta, come Enrico Guzzini che fece tesoro delle sue esperienze all'estero per mettere in moto un'attività antica: la creazione di raffinati oggetti in corno di bue, materiale naturale, malleabile, stampabile, biodegradabile.

Nel 1938 un’altra generazione di Guzzini dà vita ad una rivoluzione, con l’introduzione del plexiglas nella fabbricazione di oggetti per la casa.

Negli anni ’60 la novità introdotta furono gli acrilici da stampaggio, arricchiti dalla pratica di una logica imprenditoriale più aperta: vengono invitate alcune tra le migliori menti del design, dell’arredo e della comunicazione a cominciare da alcuni tra i più interessanti designer scandinavi.

Negli anni’80 i nostri saperi si concentrarono sullo sviluppo della stampa di lastre acriliche bicolore, con il salto verso l’iniezione assistita da gas, compiuto negli anni ’90. Iniziavamo in quell’epoca, con Design Memorandum, una ricerca sensibile su un futuro sostenibile.
L’innovazione si allunga ancora con la successiva ricerca sui nuovi materiali e sulle loro infinite potenzialità, con l’abbinamento degli acrilici con i più classici porcellana, vetro, acciaio e legno.

Nei primi anni di questo millennio lavoravamo al progetto Foodesign, con ricerche e mostre internazionali, collaborando con accademie della cucina e del design e con progettisti di tutto il mondo.

Le origini ci hanno proiettato con fiducia nell’epoca del networking e dell’innovazione tecnologica.
Quel percorso continua con un lavoro che ha la pratica di un laboratorio che studia e sperimenta materiali, funzioni e strumenti del domani, che ricerca le soluzioni per un’economia più naturale; con il programma Circle inseriamo il prodotto in un sistema vitale, diamo valore alla circolarità: gli oggetti non sono più contenuti finiti, chiusi nella filiera risorsa-trasformazione-uso-rifiuto, ma strumenti al centro delle relazioni tra uomo e ambiente, tra utilizzo e riuso. Questo significa rigenerare, significa produrre cose pensando al loro recupero e ad una nuova destinazione formale e funzionale. Siamo una delle prime aziende al mondo a produrre questa nuova bellezza, dai materiali di seconda vita: scommettiamo su una rinascita dell’ambiente, sulla nuova prossima sfida di rigenerarlo e trasformarlo donando nuova vita a prodotti che noi definiamo oggetti positivi.